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Sabato 31 Luglio 2021

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02/02/2021 - QUANDO IL GOVERNO E IN CRISI

Nel bel mezzo della pandemia dobbiamo fare i conti ancora una volta con un’altra crisi. Storia nota per l’Italia Si pensi che nei 75 anni di Repubblica abbiamo avuto 66 governi e 29 presidenti del Consiglio. La durata complessiva di tutte le crisi di governo causate dai partiti è di 1510 giorni, cioè più di quattro anni. Quasi una legislatura. Da un confronto con i nostri vicini di casa, negli ultimi 26 anni la Francia ha avuto 5 presidenti, la Spagna pure e la Germania 3 cancellieri.  La caduta di un governo coinvolge migliaia di persone, non solo i ministri, e per ripartire, la macchina governativa necessita di almeno 5 mesi.

Per non parlare della fragilità internazionale: negli ultimi 10 anni nelle 87 riunioni del Consiglio europeo che definiscono l’agenda politica dell’Ue, l’Italia partecipa con sei diversi premier. La Francia e la Spagna con tre, la Germania con uno.

Fatto sta che anche in pandemia il nostro Governo si ferma e quelle misure tanto attese per fronteggiare ancora la crisi economica tardano a partire.

Il governo uscente rimane in carica per lo svolgimento degli affari correnti e può adottare le misure necessarie «per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19 e ogni relativa conseguenza».

Questa crisi arriva in un momento delicato per l’emanazione di alcune importanti misure, necessarie e urgenti: l’uso dei fondi del Recovery Plan, il decreto Ristori 5 con misure destinate ad aiutare imprese e lavoratori a reggere la crisi provocata dal Covid e, infine, il rinvio del blocco delle cartelle fiscali.

Il Ristori 5 potrebbe essere varato perché, oltre ad aver già ottenuto l’ok di maggioranza e opposizione, è una misura necessaria per far fronte all’emergenza Covid, come da direttiva firmata da Conte pre-dimissioni: tale provvedimento non solo prevede aiuti a molte categorie colpite dalle restrizioni anti-Covid, ma proroga di altre 18 settimane la cassa integrazione Covid, e dovrebbe contenere una proroga anche per il blocco delle cartelle esattoriali.

C’è poi il Recovery Plan.  E qui il tempo sta per scadere. Entro la fine di aprile bisogna presentare a Bruxelles un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che definisca le riforme da fare e gli investimenti da promuovere con i fondi assegnateci da Next Generation-Eu (Ng-Eu).  E occorrerà anche indicare la governance del Pnrr, pomo della discordia e causa all'origine dell'attuale crisi di governo.

Ma ci sono provvedimenti che per essere attuati necessitano di un Governo nel pieno dei suoi poteri, come l' “assegno unico” per i figli a carico, progetto che dovrebbe partire a luglio prossimo. Se la proroga della Cig potrebbe arrivare con il Dl Ristori 5 rimane da affrontare il blocco dei licenziamenti, che finisce a marzo e che divide sindacati e imprenditori. Tra le altre riforme importanti ferme in Parlamento c’è la nuova legge elettorale, la riforma della giustizia penale e civile.

Insomma instabilità politica, crisi economica, sociale, sanitaria, sembrano essere ancora il leit motiv del nostro futuro.

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