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08/02/2021 - "DRAGHI, IL LAVORO PRIMA DI TUTTO"

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Inizia l’ultima settimana di consultazione per poter giungere alla nuova squadra di Governo. Tra oggi e domani Mario Draghi, presidente del Consiglio incaricato, incontrerà le forze politiche per giungere a una sintesi di quelle che sono le urgenze da affrontare e le proposte ricevute dai delegati politici incontrati.

Ad oggi, comunque, tutti i partiti hanno offerto sostegno al governo che andrà a definirsi nei prossimi giorni. Certo la maggioranza “diffusa” (mutuiamo la definizione dal settore del turismo) qualche incertezza la solleva, e ci fa temere di dover assistere ancora a discordie/contrasti sui problemi urgenti che attendono una soluzione.

Ad ogni modo Mario Draghi dovrà formare un governo di alto profilo, che non sarà espressione di alcuna idea politica. Per quel che riguarda la squadra l’ipotesi è che potrà vedere la presenza sia di tecnici e che di politici. Le personalità comunque saranno scelte solo dal Premier, con l’obiettivo di creare una «sintesi» tra tutte le forze in gioco, e che tenga conto della competenza rispetto agli incarichi che saranno assegnati. Probabilmente le linee guida del nuovo governo saranno decisive per la sua definizione, e determinanti nell’escludere l’una o l’altra parte. Temi come l’Europa, o il reddito di cittadinanza, la flat tax, ma anche la sostenibilità ambientale, potranno fare da spartiacque nelle scelte ultime.

“In attesa che questi nodi si sciolgano auspichiamo che il problema lavoro sia una priorità di Draghi”. Secondo il Segretario Generale FNA Confsal, Cosimo Nesci “non si tratta solo di prorogare lo stop ai licenziamenti in scadenza a marzo, ma di avviare quella riforma degli ammortizzatori sociali che hanno assunto un ruolo primario per tanti lavoratori durante tutta la pandemia, senza dimenticare le esclusioni ingiuste (come è accaduto per i lavoratori agricoli). E ’importante ridefinire questi strumenti da welfare di protezione a welfare di opportunità, superando la fase degli interventi a pioggia, per concentrare le forze sui settori come il turismo, o la ristorazione maggiormente colpiti dalla pandemia. Il rischio sociale è alto, e la crisi nella quale siamo ormai da quasi un anno ha messo a nudo le criticità del sistema, ma ha anche rivelato i settori con maggiori opportunità e qualità resilienti come quello agricolo e che durante questi mesi si è dimostrato fondamentale per il sostentamento di tutto il Paese. La crisi ha aumentato le disuguaglianze e su questo bisogna intervenire”.

 

L'immagine by EuroCrisisExplained.co.uk è concessa in licenza con CC BY 2.0

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