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19/04/2021 - SIAMO DAVVERO PRONTI A RIAPRIE? DI SICURO NE ABBIAMO BISOGNO.

 Maggio è alle porte, e le misure restrittive in vigore in tutta Italia saranno allentate. Alcune  attività anticiperanno le riaperture al prossimo 26 aprile, in luce di «un rischio ragionato fondato sui dati. Che sono in miglioramento», come affermato da Draghi. Si tornerà all’introduzione della zona gialla rafforzata e con alcune novità: qui saranno consentite ristorazione con aperture serali, sport e spettacolo, ma solo all'aperto, mentre al chiuso gli spettacoli saranno consentiti con stringenti limiti di capienza. «É una scommessa sulla crescita», ha spiegato Draghi.

Nell’economia abbiamo bisogno di un balzo in avanti, abbiamo bisogno di ritornare a lavorare e riprendere la crescita economica che ci avvii verso l’uscita dal debito. “Il rimbalzo è certo”, dice Draghi – “non è sicuro quanto forte sarà, quello su cui dobbiamo lavorare è di assicurare che dopo la ripresa continueremo a crescere nella misura necessaria per tornare ad essere un Paese che cresce”.

Certo il rischio è alto che queste aperture possano far ripartire la pandemia e avviarci verso una quarta ondata, e per questo è fondamentale che i comportamenti di prevenzione e protezione vengano osservati scrupolosamente. Un rischio che può essere opportunità e disastro insieme.

Dall’altro canto le posizioni contrarie sono nette, e il piano vaccinale non sta andando come sperato, vuoi per ritardi nelle consegne causati dalle multinazionali, o per le inefficienze riscontrate e causate dagli stessi ritardi, non siamo ancora arrivati alla situazione vaccinale di Israele e Gran Bretagna, anche se i dati di somministrazione riscontrati nella giornata del 16 aprile fanno ben sperare nella possibilità di arrivare all’80% di vaccini somministrati entro l’autunno, come vuole il Generale Figliuolo. Ma con l’allentamento delle restrizioni, la pandemia può ripartire. Si pensi al caso del Cile che ha vantato il record di vaccini somministrati, e ad oggi i contagi hanno ripreso a salire tanto che il governo ha definito nuove restrizioni in entrata dall’inizio di aprile, riportando il Paese alla chiusura.

Alla luce dei dati che oggi registriamo siamo davvero pronti come Paese alle prossime riaperture e allentamenti delle restrizioni? Israele e Regno Unito non possono essere nostri termini di paragone, i numeri che ci differenziano sono notevoli, e il caso del Cile ci racconta quello che potrebbe accadere in quei paesi che hanno avviato una progressiva riapertura.

Di sicuro abbiamo una urgenza socio-economica di ripartire, ma perché non farlo con le dovute precauzioni facendo uso degli strumenti di controllo a nostra disposizione? Per esempio utilizzando in maniera più diffusa i test rapidi per esempio per attività di palestre, o per cinema e teatri, dove la possibilità di raduno di un certo numero di persone è più prevedibile.

In questa fase è necessario attuare rigidi protocolli di controllo per non rischiare ulteriori periodi di chiusure, come accaduto nella scora estate. Gli errori sono fatti per essere commessi ma soprattutto prevenuti e corretti.

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