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10/06/2021 - ôLA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI PRONTA A LUGLIO

 E’ quanto ha dichiarato il Ministro Orlando riguardo la riforma tanto attesa degli ammortizzatori sociali. Il punto è creare un nesso tra politiche attive per il lavoro e riqualificazione. Un altro passo verso il workfare ovvero l’inversione del welfare che riconosce l’uguaglianza e i diritti fondamentali sociali indipendentemente dall’occupazione o dalla disoccupazione. Peccato che, almeno per ora, le politiche attive brancolano nel buio e il lavoro per cui attivarle è precario.

Il 30 giugno è vicino, data in cui è fissato lo sblocco dei licenziamenti nelle grandi aziende. Una data temuta, ovviamente, e fonte della solita discordia tra proposte di proroga del blocco al 30 ottobre e ipotesi di sblocco selettivo, in attesa che il decreto sostegni bis diventi legge attuabile dai primi di luglio.

Intanto entro fine giugno sarà pronta la bozza della riforma degli ammortizzatori sociali che definirà alcuni importanti cambiamenti nelle politiche sociali occupazionali in Italia.

Annunciata entro aprile, e poi posticipata a luglio, la riforma degli ammortizzatori sociali sarà nero su bianco entro l’estate come dichiarato dal ministro del lavoro Andrea Orlando. L’entrata in vigore della riforma dovrebbe poi avvenire nel 2022, in forme e tempi ancora da definire e previo confronto al Mef per definire le risorse.

 “Il blocco dei licenziamenti è un tema che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, sono mesi che se ne discute e ancora non si riesce a trovare una quadra.” – come ci ricorda il Segretario Nazionale FNA Confsal Cosimo Nesci. - “Dopotutto si sapeva che sarebbe arrivato questo momento ed era necessario farsi trovare pronti per affrontare le probabili ondate di licenziamenti che ne verranno, causate dal blocco dell’economia dovuta alla pandemia. Le tensioni sociali sono alle porte.  E’ fondamentale che il sistema di ammortizzatori sociali permetta a chi perderà il lavoro di avere comunque un salvagente per affrontare il futuro ed essere riaccompagnato all’ingresso del mondo del lavoro. E’ bene essere ottimisti rispetto alla ripresa economica del paese, grazie anche alla campagna vaccinale che prosegue a buon ritmo, ma è importante predisporre giusti strumenti di sostegno al reddito per i cittadini che purtroppo si troveranno ad affrontare l’ennesima crisi. Soprattutto nei giusti tempi. Dobbiamo prevenire tensioni sociali e non agire sempre in stato di emergenza”.

La strategia alla quale si lavora è di superare gli strumenti emergenziali necessari nei mesi di pandemia, puntando ad assicurare trattamenti ordinari e straordinari per tutelare tutti i lavoratori, differenziandoli però per settori e entità.

La riforma degli ammortizzatori dovrebbe prevedere il superamento della cassa in deroga ma, come definito nel PNRR di cui questa riforma ne è parte, anche «semplificare le procedure di erogazione e ad ampliare l’ambito dei destinatari degli interventi di sostegno al reddito», definire «un sistema di ammortizzatori sociali più equo, sostenibile e capace di far fronte alle trasformazioni, nonché alle instabilità del mercato del lavoro supportando le transizioni occupazionali e attenuando l’impatto sociale delle crisi». Fondamentali «il potenziamento e la razionalizzazione del sistema delle politiche attive», anche nell’ottica della formazione di nuove competenze, e «l’attivazione di significative azioni di politica industriale verticale e selettiva basate su investimenti pubblici». Fra gli strumenti, «allargare la platea delle aziende e dei lavoratori ammessi ai trattamenti di cassa integrazione guadagni, in modo da costruire una rete di protezione più estesa, inclusiva e resistente alle crisi congiunturali», elaborare un sistema di tutele per i lavoratori autonomi, politiche di formazione.

 

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