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02/08/2021 - PRATICHE SLEALI NELLA FILIERA AGROALIMENTARE: UN DECRETO PER CONTRASTARLE

Nella giornata di giovedì il Consiglio dei Ministri, ha approvato il decreto legislativo che recepisce nell'ordinamento italiano la direttiva UE del Parlamento europeo e del Consiglio, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare. E' stata necessaria una lettera di costituzione in mora della Commissione Europea, che annunciava l'avvio della procedura d'infrazione contro il nostro Paese per sollecitare l'Italia a mettersi in regola e recepire la Direttiva Ue 633/19. Ma alla fine il risultato è arrivato. Con il decreto approvato vengono infatti recepite nell'ordinamento italiano le norme finalizzate a disciplinare le relazioni commerciali e contrastare le pratiche commerciali sleali negli scambi tra acquirenti e fornitori di prodotti agricoli ed alimentari, eccessivamente gravose per i produttori agricoli e alimentari, come le aste elettroniche a doppio ribasso e le vendite a prezzi inferiori del 15% ai costi medi di produzione elaborati da Ismea, ma si tratta anche di porre dei divieti dai ritardi nei pagamenti e annullamenti di ordini dell’ultimo minuto per prodotti alimentari deperibili alle modifiche unilaterali o retroattive ai contratti fino al rifiuto dei contratti scritti fino al divieto di pagare al di sotto dei prezzi di produzione. I principi individuati dal Parlamento italiano permettono di indirizzare il quadro giuridico esistente verso una maggiore tutela degli operatori delle filiere agricole e alimentari rispetto alla problematica delle pratiche sleali. Saranno, quindi, sostenute le buone pratiche commerciali e la trasparenza a cui venditori e acquirenti di prodotti agroalimentari dovranno attenersi prima, durante e dopo la relazione commerciale. In particolare la direttiva introduce il livello minimo di tutela comune a tutta l'Unione europea e comprende un elenco di pratiche commerciali sleali vietate e un elenco di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della formalizzazione dell'accordo di fornitura. L'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) è designato come autorità nazionale di contrasto, deputata a vigilare l'applicazione delle disposizioni che disciplinano le relazioni commerciali, i divieti stabiliti dalla direttiva e le relative sanzioni. L'ICQRF sarà anche chiamato a collaborare con le Autorità di contrasto degli Stati membri e con la Commissione europea, anche al fine della reciproca assistenza nelle indagini che presentano una dimensione transfrontaliera. “E' sicuramente un provvedimento molto importante non solo per migliorare ed equilibrare i rapporti di forza negli scambi commerciali tra produttori, gli agricoltori, e gli acquirenti, nell'ottica di una maggior tutela della parte più debole della filiera, il produttore agricolo," - afferma il Segretario Generale FNA -Confsal Cosimo Nesci- "ma il provvedimento interessa a cascata tutta la forza lavoro che fa dell'agroalimentare italiano un settore fondamentale per la ripresa del paese: i braccianti agricoli, che in questo funesto anno di covid sono stati l'anello fondamentale per il sostentamento di tutto il paese".

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