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09/11/2020 - LOTTA AL CAPORALATO A PARTIRE DALLE BUONE PRATICHE

Forme illegali di intermediazione, reclutamento e organizzazione della manodopera al di fuori dei canali di collocamento regolari, elusione delle disposizioni in materia di orario di lavoro, previdenza, paga e quel che è peggio misure di sicurezza sul lavoro, sono queste le cattive pratiche dello sfruttamento lavorativo, senza dimenticare le condizioni di vita degradanti imposte ai lavoratori e lavoratrici dai cosiddetti “caporali”, facendo leva sul bisogno primario di sopravvivere.

In Italia lo sfruttamento lavorativo ad opera dei caporali riguarda vari settori come trasporti, costruzioni, logistica e servizi di cura, ma è particolarmente presente nella filiera agricola, caratterizzato da una prevalenza di rapporti di lavoro di breve durata e stagionali, dove i lavoratori italiani sono in crescita di tre volte rispetto al numero dei lavoratori stranieri (sia europei che provenienti da Paesi terzi).  Questo è un problema che ci riguarda come Paese e soprattutto come cittadini italiani.

Secondo dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel 2018, su oltre 7mila accertamenti effettuati si è registrato un tasso di irregolarità pari al 54,8% con oltre 5mila lavoratori interessati dalle violazioni. Nello stesso anno le attività di contrasto al reato di intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo hanno interessato 1474 lavoratori, di cui il 46% è totalmente irregolare. Tra i lavoratori irregolari, circa il 74% erano impiegati nel settore agricolo e oltre la metà erano cittadini stranieri.

Una nuova iniziativa è stata messa a punto dal Ministero del Lavoro e che punta alla raccolta delle buone pratiche relative alla lotta al caporalato in agricoltura.

Con avviso del 5 novembre scorso la Direzione Generale dell'Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l'Ufficio per l'Italia dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e la Commissione europea, promuovono la call "Insieme per il lavoro dignitoso in agricoltura e nella lotta allo sfruttamento lavorativo - Call per la segnalazione e la proposta di potenziali buone pratiche", il cui obiettivo è raccogliere e valorizzare gli interventi nel campo della tutela del lavoro dignitoso in agricoltura.

Identificare potenziali buone pratiche messe in atto per la tutela la protezione e assistenza ai lavoratori vittime di sfruttamento in agricoltura, sono queste le priorità tematiche che rientrano nel più ampio “Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato 2020-2022”.

La call è rivolta ad attori pubblici e privati, associazioni, organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e sindacati che si sono distinti nella promozione del lavoro dignitoso e nella lotta allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Per partecipare alla call c’è tempo fino al 27 novembre 2020 inviando una mail all’indirizzo tavolocaporalato@lavoro.gov.it per segnalare la propria buona pratica: le iniziative segnalate saranno poi esaminate sulla base di criteri oggettivi, con l'obiettivo di identificare le buone pratiche.

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