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Mercoledì 25 Novembre 2020

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12/11/2020 - QUOTE ROSA PER L’ AGRICOLTURA.

Le donne impegnate in agricoltura fanno bene per la loro capacità di guidare aziende, affrontare sfide, stare direttamente nei campi a contatto con il lavoro vero. Come dimostrano le cifre di un fenomeno in crescita pressoché in ogni Regione.

La buona notizia è l’istituzione del bonus «Donne in campo» previsto nella Legge di Bilancio 2020 mette a disposizione un fondo iniziale di 15 milioni di euro, quale sostegno concreto per oltre 200.000 aziende agricole al femminile già attive. Ma soprattutto con l’obiettivo dì incentivare la nascita di nuove attività legate al territorio.

Si tratta di una misura importante per la ripresa delle produzioni italiane che assume ancor più rilevanza alla luce dell’attuale situazione emergenziale causata dal Covid-19.

Il meccanismo del bando, la cui gestione è affidata a Ismea, prevede la concessione i mutui a tasso zero fino a 300.000 euro, per la durata massima di quindici anni, destinati alle donne con qualifica di imprenditore agricolo o coltivatore diretto, ma anche alle società composte al femminile per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione. I finanziamenti copriranno fino al 95% delle spese ritenute ammissibili, finanziando iniziative riguardanti il miglioramento del rendimento e della sostenibilità dell’azienda, le condizioni agronomiche, di igiene e benessere animale, il potenziamento delle infrastrutture. Le titolari delle aziende agricole, potranno anche acquistare nuovi terreni con il limite massimo del 10% dell’investimento da realizzare.

Anche sul fronte delle assunzioni sono previste agevolazioni in quei settori e professioni caratterizzati da disparità occupazionali e di genere. Si tratta di uno sgravio contributivo del 50% destinato ai datori di lavoro che assumeranno forza lavoro femminile nei settori e nelle professioni individuati dal Ministero del Lavoro per la forte disparità tra uomini e donne che supera almeno del 25% il valore medio annuo, e il settore agricolo è fra questi (oltre costruzioni; acqua e gestione dei rifiuti; industria estrattiva; manifatturiera ed energetica; i servizi di trasporto e magazzinaggio; informazione e comunicazione; servizi generali delle PA).

Il decreto ministeriale che individua i settori e le professioni a maggiore rischio di disparità occupazionale e di genere in relazione alla media annua del 2019 è il DM n. 234/2020 pubblicato sul sito internet del Ministero del Lavoro nei giorni scorsi.

In Italia, un’impresa agricola su tre è gestita da donne: secondo il rapporto presentato dal WWF in occasione dell’International Day of Rural Women, il 32% delle attività censite nel comparto (361.420 aziende su un totale di 1.145.680) sono a conduzione femminile. L’agricoltura “in rosa” conta 234.000 donne su un totale di 872.000 addetti (il 26,8%), ma il dato più rilevante è legato alle cosiddette aziende multifunzionali, impegnate in prima linea per rispondere al bisogno della società di cibo genuino, prodotto con pratiche rispettose dell’ambiente, di servizi alla persona, di inclusione sociale e di attenzione alla tutela delle tradizioni e delle biodiversità locali: in questo caso, la percentuale di donne al comando aumenta.

Il mondo dell’agriturismo, delle fattorie didattiche e sociali, della filiera improntata a trasformazione e vendita diretta di prodotti di fattoria è dunque in buona parte appannaggio dell’imprenditoria femminile, che si è particolarmente distinta anche durante la pandemia, sviluppando azioni di contrasto alla crisi aperta dall’emergenza sanitaria.

Ma cos’è una azienda agricola multifunzionale?

Si tratta di un’attività che promuove pratiche di lavoro basate sulla tutela e la valorizzazione del territorio e della biodiversità, definendo al contempo nuovi servizi turistici, didattici e sociali, focalizzati su azioni volte alla tutela e alla fruizione dell’ambiente e alla promozione di inclusione sociale, che in Italia sono in buona parte guidate da donne.

Le donne rurali rappresentano oltre un quarto della popolazione globale e sono un potente vettore di cambiamento, anche se le diseguaglianze di genere spesso gli impediscono di esprimere a pieno le loro potenzialità.

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