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Martedý 9 Marzo 2021

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22/02/2021 - CONDIZIONALIT└ SOCIALE PER UNA NUOVA PAC PI┘ EQUA E SOSTENIBILE

 Un movimento di oltre 300 organizzazioni e personalità premono affinché l’assegnazione dei fondi della PAC dell'UE siano condizionati al rispetto dei diritti dei lavoratori in agricoltura in modo da contribuire “a migliorare le condizioni di lavoro e di vita in uno dei settori più precari dell’economia europea”.

Il rispetto dei diritti umani e del lavoro siano i requisiti per l’assegnazione dei pagamenti diretti della nuova Politica agricola comune (PAC). È la richiesta inserita nella lettera aperta sottoscritta da oltre 300 organizzazioni e personalità del mondo accademico europeo, che insieme all’EFFAT (la Federazione europea dei sindacati dell'agricoltura alimentare e del turismo) indirizzata ai Commissari chiave, ai deputati negoziatori del Parlamento europeo e ai ministri dell'agricoltura nazionali, affinché il principio della condizionalità sociale faccia parte della riforma della PAC, secondo cui i pagamenti diretti ai datori di lavoro dovrebbero essere subordinati al rispetto delle condizioni di lavoro e di impiego applicabili ai sensi della legislazione nazionale, europea e internazionale.

E’ questo un importante appello alla giustizia sociale nel settore agricolo, uno dei più impegnativi e precari dell'economia dell'UE, con alti livelli di furto salariale, lavoro sommerso, abusi sul lavoro e sfruttamento, e la condizionalità sociale contribuirebbe a migliorare le condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratori dell'agricoltura.

Si pensi che con la PAC, una delle politiche comunitarie di maggiore importanza in Europa e che impiega circa il 39% del bilancio dell'Unione europea, per l’Esercizio finanziario 2021-2027 prevede risorse per quasi 390mld di euro, da destinare a circa 9mln di agricoltori europei.

Tale iniziativa promossa dall’EFFAT si inserisce nei lavori di riforma della PAC di condizionare l’erogazione dei sussidi al rispetto non solo delle norme ambientali, di salute pubblica e del benessere degli animali, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dettati dal Green Deal europeo, ma anche in base al rispetto dei diritti dei lavoratori.

Il Parlamento europeo ha condiviso questa richiesta e sta spingendo affinché i pagamenti diretti della PAC siano subordinati al rispetto delle condizioni di lavoro, e la condizionalità dovrebbe garantire varie aree come la parità di trattamento, la retribuzione, l’orario di lavoro, salute e sicurezza, alloggio, parità di genere, sicurezza sociale e condizioni eque per tutti i lavoratori impiegati in agricoltura, compresi i lavoratori stagionali e i migranti oltre al rispetto della salute e benessere dei cittadini, delle piante e degli animali. La stessa presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’intenzione di adottare un codice sociale europeo che premi quegli imprenditori che si prendono cura dei propri lavoratori. 

Per il Segretario Generale di FNA Confsal Cosimo Nesci “non è più accettabile che imprenditori che non rispettano i diritti dei propri lavoratori continuino a ricevere soldi pubblici. È ingiusto verso quei produttori che invece mostrano attenzione e cura verso i loro lavoratori, e altrettanto ingiusto soprattutto verso i lavoratori agricoli che durante la pandemia si sono presi cura di tutti noi, facendo arrivare il cibo sulle nostre tavole, nonostante il rischio di salute a cui si sono esposti. Auspichiamo che il rispetto dei diritti e delle tutele per i lavoratori diventi una condizione essenziale per ricevere i fondi comunitari.”.

 

 

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