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02/03/2021 - VIDEO CALL MINISTRO DEL LAVORO ORLANDO E PARTI SOCIALI. NECESSARIO RIFORMARE GLI AMMORTIZZATORI

 Il 27 febbraio scorso si è tenuta la video call con il Ministro del lavoro Orlando e le parti sociali, alla quale ha preso parte anche la Confsal con il Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta. Il tema è stato la definizione di un nuovo assetto degli ammortizzatori sociali, per arrivare ad una Riforma che contempli “la semplificazione dei percorsi e il miglioramento delle procedure per superare le criticità che si sono riproposte in questa fase in cui la pandemia ha peggiorato la situazione”. Operazione possibile “con l’introduzione di strumenti di politica attiva”.

Nel corso della video call è riemersa “la necessità di introdurre strumenti che permettano la ricollocazione dei lavoratori che a seguito della fine del blocco dei licenziamenti si troveranno nella condizione di riqualificarsi e ricollocarsi nel mondo del lavoro”. La strada è quella di una “revisione dell’assegno di ricollocazione”.

Proposte condivise anche dal Segretario Generale FNA-Confsal Cosimo Nesci, che afferma come siano “urgenti gli interventi pensati per il reinserimento nel mercato del lavoro, programmando gli ammortizzatori sociali quali strumenti di politica attiva, il cui scopo primario sia la ricollocazione del lavoratore e il rinnovo delle competenze per poter essere sempre competitivo nel mercato del lavoro. E’ anacronistico pensare ancora che gli ammortizzatori sociali debbano essere solo strumenti di protezione temporanea. Il mondo del lavoro muta ogni giorno e la crisi in atto sta solo accelerando questo processo, e i lavoratori devono essere pronti a cogliere le opportunità del momento”.

 Il Segretario Generale Confsal Margiotta ha chiesto che nella Riforma si includa il preavviso attivo, ovvero “un circuito di riattivazione al lavoro per tutta la platea di lavoratori, che siano in cassa integrazione o che si preveda possano essere licenziati perché in esubero. Favorendo quindi il passaggio del lavoratore da lavoro a lavoro e da azienda ad azienda e prevenire così disoccupazione”.

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