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Lunedì 21 Giugno 2021

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18/03/2021 - OLTRE 1 FAMIGLIA SU 4 E’ PIÙ POVERA

L’emergenza Covid ha impoverito più di una famiglia su quattro (28,8%) che ha dichiarato nel 2020 un peggioramento della situazione economica rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat. Un peggioramento della situazione economica che a colpito di più le regioni ricche del Centro (30,5%) e del Nord (28,8%) rispetto al Mezzogiorno (27,7%).

Si tratta di oltre 5,6 milioni di individui in condizione di povertà assoluta, pari al 9,4%. il valore più alto degli ultimi quindici anni con la povertà che cresce soprattutto al Nord, area colpita più duramente dalla pandemia, dove l’incidenza dei poveri assoluti passa dal 6,8% al 9,4% degli individui. Senza dimenticare il milione e 346mila bambini e ragazzi under 18 che il 2020 ha reso più poveri e che ad oggi sono aumentati di circa 200mila unità: una povertà non solo in termini economici ma soprattutto sociali, perchè privati del bisogno primario di socialità al quale hanno dovuto rinunciare forzatamente per tutto l’anno 2020, privandosi dei contatti con i loro pari, con gli insegnanti, limitando l’integrazione tra ragazzi di culture diverse che animano il nostro Paese, senza dimenticare il grosso debito che il distanziamento e la dad ha creato ai processi di istruzione e formazione. Una situazione drammatica che incide negativamente sui livelli di istruzione ed integrazione con la conseguenza dell’aumento del disagio ed i rischi di comportamenti antisociali.

Fra i nuovi poveri ci sono coloro acui la pandemia ha tolto il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, i lavotratori del sommerso che non possoino accedere a sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie, come I lavoratori stagionali, che sono state fermati dalle limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid, senza dimenticare quelle categorie di lavoratori che non sono stati così fortunati da essere destinatarii di bonus e ristori.

Nonostante il quandro sia noto, durante la prima ondata della pandemia solo il 2% degli aiuti finanziari erogati dai governi nei paesi OCSE e dell’Unione Europea sono stati destinati al supporto di bambini e famiglie con figli , sedcondo il rapporto UNICEF (Supporting Families and Children Beyond COVID-19: Social Protection in High Income Countries): tra febbraio e la fine di luglio 2020 i paesi ad alto reddito hanno speso la storica cifra di 10,8 trilioni di dollari per la risposta al COVID-19 e il 90% di questi soldi sono stati investiti in pacchetti di incentivi fiscali diretti alle aziende.

Ciò mostra come l'ammontare degli aiuti finanziari assegnati direttamente ai bambini e alle famiglie non è stato e non sembra potrà essere adeguato alle gravi conseguenze che la pandemia sta creando. La natura degli interventi messi in campo a breve termine è stata inadeguata ad affrontare la crisi e il richio è che questa povertà continui ad aumentare nel furturo prossimo.

“E’ fondamentale che il Governo definisca bene e incrementi gli aiuti e la protezione sociale della famiglia e dei suoi figli”. Secondo il Segretario Generale FNA-Confsal Cosimo Nesci, ”politiche familiari più forti devono optare per il sostegno al reddito delle famiglie e l’ assistenza all’infanzia. La famiglia è il primario esempio della società umana e i bambini il suo futuro”.

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