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15/07/2021 - LOTTA AL CAPORALATO: UN NUOVO PROTOCOLLO D’INTESA PER IL LAVORO AGRICOLO DI QUALITÀ

 Tre ministeri (del Lavoro, dell’Agricoltura e dell’Interno) insieme all’ANCI, associazione dei Comuni italiani, hanno sottoscritto il Protocollo d'intesa per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e del caporalato, con l’intento di attivare più efficaci sinergie interistituzionali nelle aree dove il rischio di sfruttamento lavorativo e caporalato sembrano essere più diffusi e nel contempo sostenere la realizzazione e la diffusione di progetti concreti promossi da associazioni di categoria operanti nel settore dell’agricoltura.

Il lavoro sinergico delle quattro istituzioni conferma che per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato sono necessarie azioni concrete rivolte in primis ai lavoratori stagionali agricoli extracomunitari presenti soprattutto nelle regioni del sud d’Italia come Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, territori dove il fenomeno è più diffuso. Tra le altre azioni ricordiamo il dare dignità a questi lavoratori a partire dagli alloggi, recuperando il patrimonio immobiliare pubblico e confiscato; erogare servizi di supporto all’integrazione ma anche servizi di formazione professionale, orientamento al lavoro e accompagnamento all’autoimprenditorialità; supporto informativo, psicologico, medico e legale, oltre che azioni di mappatura del territorio per individuare le aree più a rischio, attuare la vigilanza sullo svolgimento e mantenimento del lavoro regolare e dignitoso, in luce del potenziamento della rete del lavoro agricolo di qualità, che ricordiamo passa anche dai suoi lavoratori oltre che dai suoi prodotti. Di particolare importanza sarà il coinvolgimento di prefetture e Comuni per assicurare l’attuazione delle misure previste dal piano territoriale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato. Un’azione che potrà avvalersi anche dei dati sulla mappatura reale della situazione del fenomeno nel nostro Paese.

Questo ennesimo protocollo congiunto contro il caporalato aiuta a tenere accesi i riflettori delle istituzioni sulla drammatica piaga dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo e sui fenomeni criminali che ne sono legati, agendo attraverso l’umiliazione e l’oppressione degli uomini, e del loro lavoro, con il risultato di screditare e danneggiare un settore, quello agricolo, al centro del futuro progresso del nostro paese alla luce degli intenti del piano nazionale di ripresa e resilienza”, commenta il Segretario Nazionale FNA Confsal cosimo Nesci. “Le risorse rese disponibili dal Pnrr e dal Fondo complementare, posso aiutarci nella realizzazione di azioni volte a bloccare la pratica dello sfruttamento, alimentata anche da pratiche commerciali sleali diffuse lungo tutta la filiera. Si pensi, ad esempio, anche alle importazioni di prodotti da Paesi che molto spesso non rispettano le normative in materia di tutela della salute e dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente.”

Insomma, la lotta al caporalato in agricoltura è un tema radicato, un marchio indelebile, un fenomeno che necessita di una rivoluzione culturale nei consumi, e nelle pratiche commerciali del “profitto prima di tutto”. E di azioni concrete che ci attendiamo possano essere il motore di un radicale cambiamento nel settore.

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