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Marted́ 21 Settembre 2021

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22/07/2021 - LA CERTIFICAZIONE VERDE OBBLIGATORIA PER SCONGIURARE NUOVE CHIUSURE

 Lo stato attuale della pandemia ci dice che la variante Delta del virus si sta diffondendo velocemente, i contagi sono in aumento e la giornata di ieri ha registrato 4259 casi in Italia. Intanto la campagna vaccinale prosegue ma c’è ancora tanto da fare. I dati ci dicono che urge continuare a contrastare la diffusione del virus e, soprattutto garantire alle attività di rimanere aperte anche con una risalita della curva epidemiologica.

Ma come agire se non con ulteriori nuove restrizioni?

L’opzione scelta dal Governo, sulla scia dell’esempio francese, è consentire gli ingressi nei luoghi affollati soltanto a chi risulta immunizzato, oppure è in possesso di certificato di guarigione (con validità di sei mesi), oppure di tampone negativo. Al momento la certificazione verde è obbligatoria soltanto per uscire dall'Italia.  Si valuta anche il “pass leggero” rilasciato a chi ha effettuato una sola dose vaccinale.

Il governo è al lavoro per emanare uno specifico decreto sulla questione, che entrerà in vigore il prossimo 26 luglio, nel tentativo di mantenere il nostro paese in fascia bianca.

Nello stesso decreto, il governo rivaluterà anche i parametri per scegliere le fasce di rischio delle varie regioni. Al momento per restare in zona bianca bisogna avere un'incidenza al di sotto dei 50 casi per 100mila abitanti e dovrebbe essere proprio questo il "dato" che sparirà. Con l'obiettivo di tenere tutta Italia in zona bianca per l'estate si darà più importanza ai tassi di occupazione degli ospedali : del 5% per le terapie intensive e del 10% per i reparti medici.

La certificazione verde sarà necessaria per assistere ad eventi sportivi e di spettacolo, anche per cinema e teatro, per fiere, congressi e, con ogni probabilità, per viaggiare su treni a lunga percorrenza, aerei e navi. E probabilmente anche per accedere ai ristoranti e i locali al chiuso: in questi luoghi dovrebbe bastare anche il pass ottenuto dopo la prima dose.

“E’ chiaro che lo scopo è cercare di limitare le occasioni di contagio, ma anche tutelare i cittadini che si sono sottoposti alla vaccinazione e a coloro che la stanno completando, e al contempo provare a convincere gli indecisi a vaccinarsi “- afferma il Segretario Nazionale FNA Confsal Cosimo Nesci. “Non dobbiamo dimenticare che siamo ancora in uno stato emergenziale, ed è fondamentale l’impegno di tutti, delle istituzioni ma soprattutto di noi cittadini. Ad oggi il vaccino è la sola arma che abbiamo e non possiamo non farne uso. Si tratta di svegliare in noi il senso di appartenenza al nostro Paese e di responsabilità verso noi stessi e la comunità a cui apparteniamo: famiglia, lavoro, società”.

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