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12/11/2021 - CONVEGNO CONFSAL. RIPARTIAMO INSIEME DALL'AGRICOLTURA

IL SEGRETARIO GENERALE FNA COSIMO NESCI: "IL FRONTE DEL LAVORO PER SVEGLIARE LE COSCIENZE DELLE ISTITUZIONI".

Il convegno Confsal per il “Rilancio dell’Agricoltura del Mezzogiorno”, tenutosi a Roma, Palazzo Merulana l’11 novembre, sostenuto e promosso dal Segretario Generale FNA-Confsal Cosimo Nesci, insieme alla Confsal e allo Snalv, ha visto la partecipazione di esponenti istituzionali del comparto agricoltura. Largo il sostegno ricevuto sulle tematiche affrontate e le proposte presentate per il rilancio del Paese a 360°: dallo sviluppo dell’agricoltura biologica e sostenibilità della filiera, dal rilancio del made in Italy al nuovo slancio per l’export del Belpaese, dalla formazione tecnica specifica da riaccendere le luci della conoscenza e della competenza, all’informazione da diffondere per le giovani leve che sempre più mostrano interesse verso il settore primario, all’impatto sociale ed economico dell’emergenza sociale che la disoccupazione giovanile sta registrando, con focus sul mezzogiorno. “Occorre che le istituzioni credano nei giovani perché loro non cercano l’assistenzialismo del reddito di cittadinanza, non vogliono emigrare, loro hanno bisogno di lavorare, e restare nel proprio paese. Noi tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, poiché le politiche adottate fino ad ora hanno prodotto solo un esercito di disoccupati”, ha sottolineato il Segretario Nesci.

“Abbiamo oltre il 44% di ragazzi che non lavorano e non studiano, questa è una bomba sociale. Dobbiamo creare le condizioni affinché i giovani ritornino all’agricoltura. Ma altrettanto importante” - sottolinea il Segretario Nesci – “è prevedere delle leggi che possano aiutare le giovani leve, soprattutto quelle con meno disponibilità iniziali, di accedere a bandi e risorse pubbliche partendo da condizioni di parità rispetto a coloro che possibilità e capacità economiche maggiori”.

Per il Segretario Nesci “la disoccupazione nel meridione è un’emergenza sociale. Non è concepibile che un esercito di giovani sia inoccupato. Mai come in questo momento vi è un’emergenza per il Sud. Le risorse ci sono, quelle che la comunità europea sono copiose, ma spesso tornano indietro, e per questo servono gli interventi concreti che aiutino i giovani ad accedervi e a investirle”.  L’agricoltura potrebbe mettere la parola “fine” alla disoccupazione se sfruttassimo al meglio i territori, le eccellenze e i finanziamenti economici a disposizione. Abbiamo bisogno di azioni concrete perché oggi è palese che le politiche occupazionali attuate fino ad ora non hanno funzionato.

“Il Governo dovrebbe occuparsi e far fronte a quella carenza manifestata dalle banche che in questi anni hanno dato soldi a tutti tranne a chi poteva sviluppare agricoltura anche in Calabria, ai giovani ai quali la possibilità è stata negata perché in assenza di garanzie richieste dalle banche, con il risultato che hanno dovuto solo rinunciare, e con una valigia in mano, emigrare”, continua il Segretario Nesci, sottolineando la necessità di interventi volti a snellire i tempi della burocrazia per l’approvazione di progetti imprenditoriali in tempi ragionevoli. “Le ricorse a diposizione sono tante, ma spesso ci si rinuncia perché non è ragionevole l’attesa di anni per ricevere risposte”.

Non è mancata l’attenzione del Segretario Nesci ai lavoratori agricoli, e al tema del caporalato, l’altra emergenza del nostro Paese, da nord a sud. Un’analisi partita dalle proposte di soluzione ai nodi di questa piaga: alloggi, trasporti, intermediazione lavorativa del caporale. Immediatamente occorre individuare chi a livello territoriale possa occuparsi di questa grave emergenza sociale. Tra risorse inutilizzate e spazi pubblici non occupati, avremmo le possibilità di interventi concreti e immediati, ma è la parte decisionale che manca.

 “L’appello che facciamo oggi alle istituzioni è di volgere lo sguardo al futuro, ai nostri ragazzi, che sono il domani del nostro Paese. Lavoriamo in questo senso, mobilitiamoci per impedire che le nuove generazioni siano costrette ad abbandonare il loro Paese”.

Abbiamo bisogno di ripartire per produrre, ridare dignità ai lavoratori, di sostenere i giovani, per creare benessere. E il benessere crea cultura.

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