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03/12/2021 - CUNEO FISCALE: PIU’ SOSTEGNO PER I LAVORATORI A BASSO REDDITO

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Secondo l’Istat se gli 8 mld disponibili fossero destinati alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, si registrerebbe un incremento del reddito a disposizione delle famiglie per il consumo e il risparmio pari allo 0,71% rispetto al valore del 2020. La discussione sulla legge di bilancio fa scintille sul tema della mancata riduzione della pressione fiscale sui redditi minimi, e sulla ipotesi di correzione delle aliquote Irpef del tutto a favore dei redditi più alti.

 “Per la diminuzione della pressione fiscale la legge di bilancio 2022 ha 8 mld di euro a disposizione ma le misure pensate per la riduzione dell’Irpef non sono sufficienti per accelerare la ripartenza del Paese e favorire la ripresa economica” – ha commentato il Segretario Nazionale FNA-Confsal Cosimo Nesci. “Il Governo dovrebbe pensare ad una riforma a sostegno dei lavoratori e pensionati, misure che vanno oltre la logica assistenziale dei bonus, concentrando le risorse disponibili sul taglio del cuneo fiscale a beneficio dei redditi minimi, e così rafforzare il potere di acquisto delle famiglie e a riattivare i consumi del Paese. “

Intanto, per ora la novità principale riguarda la riduzione degli scaglioni dell’Irpef che passano da 5 a 4. Per la fascia di reddito più bassa (fino a 15mila euro) l’aliquota resterebbe invariata al 23%. Per la fascia di reddito tra 15-28mila l’imposta scenderebbe dal 27% al 25%. Riduzione anche per la fascia 28-50mila euro, per cui passerebbe dal 38% al 35%, mentre oltre i 50mila si andrebbe direttamente al 43%, con un risparmio assicurato per i redditi più alti, quelli oltre i 40 mila euro.

Ci auguriamo che si possa intervenire su questa ingiustizia fiscale guidati dal principio della progressività: chi ha di più deve pagare di più.

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