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Martedì 5 Luglio 2022

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25/05/2022 - CERCASI LAVORATORI: DALL’AGRICOLTURA AL TRURISMO MANCA MANODOPERA.

Sono 100mila i lavoratori stagionali che mancano all’agricoltura italiana per le raccolte estive. Secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato la Coldiretti, è risaputo infatti che la presenza di lavoratori stranieri è fondamentale nell’ agricoltura italiana dove rappresentano più del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore,

“Occorre semplificare l’ingresso di questi lavoratori nel nostro paese, velocizzando il rilascio dei nulla osta sempre nel rispetto delle regole, ma non solo”. Secondo il Segretario Generale FNA-Confsal Cosimo Nesci “abbiamo un esercito di percettori di Reddito di cittadinanza che potrebbero essere impiegati nei campi per la raccolta dei prodotti alimentari e far fronte a questa urgenza“.

Questa carenza di manodopera interessa anche tutto il settore turistico: ciò si traduce in un numero insufficiente di lavoratori stagionali, in alberghi, ristoranti e bar che il Ministro del Turismo Garavaglia quantifica in circa 300-350 mila unità. Per incentivare il lavoro stagionale il Ministro ha pensato di attingere dai percettori del Reddito di Cittadinanza: una proposta prevede il cumulo parziale tra lavoro e sussidio, ovvero il mantenimento del Reddito di cittadinanza con l’importo ridotto al 50% a coloro che intraprendono un lavoro stagionale; l’altra proposta viene direttamente dal decreto flussi e riguarda la possibilità di far confluire personale specializzato dall’estero per coprire le mancanze in alberghi e ristoranti.

“Proposte condivisibili quelle del Ministro Garavaglia per un problema che si è fatto strutturale: il personale manca in tutti i settori e le ragioni vanno cercate da una parte nei salari bassi, nell’aumento del costo della vita ed il caro-bollette e carburante che stanno accentuando le difficoltà dei lavoratori, stretti in stipendi non in linea con i tempi, e da questo punto vista è necessario riflettere sul sistema retributivo e sull’ assistenzialismo del reddito di cittadinanza. Dall’altra parte ci sono i titolari di attività imbrigliati nella burocrazia e soffocati dalla pressione fiscale, che necessitano di un supporto dallo stato per aumentare i salari, puntando sul lavoro, anziché sulle forme di assistenzialismo, che dovrebbero essere un trampolino di lancio nel mondo del lavoro, piuttosto che un incentivo all’inettitudine”, conclude il Segretario Nesci.

 

 

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