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Marted́ 5 Luglio 2022

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20/06/2022 - AGRICOLTURA: TRA CRISI IDRICA, ECONOMICA E GEOPOLITICA

Stato di emergenza e un piano per far fronte alla crisi idrica che sta colpendo soprattutto l'agricoltura. E’ l'allarme che proviene dal comparto primario, più duramente colpito dal rischio siccità. Si stima che questa emergenza porterà a una riduzione della produzione agricola dell’ortofrutta tra il 30% e il 40%. Un danno enorme per un comparto fondamentale per l'economia del nostro Paese, da Nord a Sud.

“In un contesto in cui le alte temperature, insieme alle piogge assenti, la carenza di manodopera, gli effetti della guerra in Ucraina, e gli strascichi post pandemia, bisogna intervenire riconoscendo al settore agricolo lo stato di emergenza in modo da poterlo dotare di misure economiche adeguate quantomeno per fronteggiare la situazione, senza dimenticare che la ricaduta sulla forza lavoro è inevitabile: la mancanza di raccolti lascia a casa migliaia di operai agricoli; ma ha anche pesanti ricadute sul settore degli allevamenti dove la mancanza di foraggi per gli animali e il caldo mina la sovranità alimentare di tutto il Paese”, afferma il Segretario Generale FNA-Confsal Cosimo Nesci.

Secondo la Coldiretti i danni causati dalla siccità si aggirano sui 2 miliardi di euro: più di un quarto del territorio nazionale (il 28%) è a rischio desertificazione e sta affrontando una situazione di grave siccità che riguarda le regioni del Sud ma anche quelle del Nord.

Una riunione del Governo è prevista tra pochi giorni e servirà ad analizzare la situazione della siccità nelle diverse regioni e valutare eventuali misure per far fronte all'emergenza. Alla riunione dovrebbero partecipare i ministri delle Politiche Agricole, Patuanelli-che aveva definito "inevitabile" dichiarare uno stato di crisi- e della Transizione ecologica, Cingolani. 

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