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13/07/2022 - AGRICOLTURA SOCIALE: C’ E' SPAZIO ANCHE PER MIGRANTI E RIFUGIATI

Sono 9mila le fattorie sociali nate nelle campagne italiane per sostenere le fasce più disagiate della popolazione, dalle famiglie in difficoltà agli anziani, dai bambini ai disabili, che ora estendono l’accoglienza anche a migranti e rifugiati. Nel decreto-legge “Aiuti” è stato approvato un emendamento alla legge sull’agricoltura sociale che estende ai migranti e ai rifugiati la possibilità di accedere alle attività di inserimento socio-lavorativo e di inclusione sociale.

“La funzione sociale che si riconosce all’agricoltura e alle aziende agricole è importante, poiché l’attività agricola e la cura degli animali aiutano le persone in condizioni di fragilità e li accompagnano nella ricerca di un proprio progetto di vita. In tal modo la fattoria sociale non è solo un luogo produttivo, ma è un luogo di presidio della salute per le famiglie e per quanti vivono in condizioni di difficoltà. Dare accoglienza in queste strutture anche ai cittadini stranieri è una buona pratica per combattere lo sfruttamento in agricoltura, dove sappiamo che la presenza di lavoratori stranieri in situazione di disagio è la piaga di questo secolo”, commenta il Segretario Generale FNA-Confsal Cosimo Nesci.

Il 30 giugno scorso la Regione Toscana ha aperto un bando per finanziare le attività di agricoltura sociale e di educazione ambientale per il 2022, mettendo a disposizione circa 9 milioni di euro. La scadenza del bando è fissata per il 30 settembre 2022. Il bando ha due obiettivi principali, uno economico rivolto alle aziende agricole e uno sociale rivolto ai cittadini: da un lato l’obiettivo è sviluppare la multifunzionalità delle imprese agricole attraverso la realizzazione di servizi sociali, sociosanitari ed educativi; da un punto di vista sociale, lo scopo è quello di facilitare l'accesso a questi servizi alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio regionale ed in particolare nelle zone rurali o svantaggiate. Non solo, questo bando favorisce anche forme di cooperazione tra aziende e altri soggetti per lo sviluppo di nuovi settori di attività, un arricchimento del tessuto imprenditoriale ma soprattutto del tessuto sociale.

“Credo che l’agricoltura sociale possa essere un’occasione di sviluppo per la società, una strategia di ampliamento dell’attività agricola ma allo stesso tempo una soluzione innovativa in linea con i principi di coesione e radicamento al territorio, ma anche sviluppo e rivalutazione delle aeree rurali disagiate, proprio degli obiettivi di rinnovamento sui quali si basa il Pnrr: qui si agisce in due modi, sia sulla necessità di soddisfare nuovi bisogni della collettività fornendo servizi sociali alle persone in aree rurali, sia sulla possibilità di favorire lo sviluppo di reti rurali. Senza dimenticare l’alto valore sociale e umano di questo tipo di interventi” , ha concluso il Segretario Nesci.

Per maggiori informazioni si rimanda al bando pubblicato dalla Regiona Toscana.

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