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31/03/2023 - 23-24-25 MARZO 2023: CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE FNA

Nei giorni 23, 24 e 25 marzo a Roma si è tenuto il Consiglio Direttivo Nazionale della FNA-Confsal (Federazione Nazionale Agricoltura). I lavori sono stati inaugurati dall’intervento del Segretario Generale Nazionale, Cosimo Nesci, che nel suo saluto iniziale non ha mancato di rivolgere la propria gratitudine a tutta la platea presente e al lavoro egregiamente svolto e per i risultati raggiunti. “La FNA è nata 35 anni fa da un paesino della Calabria, Bellantone di Laureana di Borrello”, ricorda il Segretario Nesci.

“Oggi è una grande soddisfazione poter fare un Consiglio Direttivo Nazionale alla presenza di autorevoli personalità come il Ministro in carica del Masaf, on. Francesco Lollobrigida, del Presidente del Consiglio Regionale Lazio, on. Antonio Aurigemma, dell’eurodeputato, on. Denis Nesci, e di tutta la platea qui presente, avendo la possibilità di poter avere un confronto ravvicinato con il Ministro sui temi a noi cari, scritti e più volte esposti in riunioni fiume, ma che sono rimasti inascoltati. Ad oggi la FNA associa al suo interno il 9% dei lavoratori agricoli dipendenti, ma anche lavoratori di atri settori, pensionati, superando la soglia dei 400mila iscritti, registrando un trend di crescita del 5% al 10%, con un organico di circa 3000 persone". 

L’importanza della formazione alla quale la famiglia FNA è orientata, è stato al meglio rappresentato dalla collaborazione con l’ INFAP, che con lo Snad-Fna ha in corso un progetto a step volto a formare giovani disoccupati sui temi della progettazione con i Fondi Ue. Una prima fase si è appena conclusa e ha visto la partecipazione di 100 aspiranti al corso dal titolo “Progettazione con i fondi UE”, inserito all’interno del più ampio progetto di Snad-Fna di realizzare uno sportello informativo e di orientamento rivolto agli utenti cittadini sulle misure di politiche attive del lavoro presenti nel nostro Paese. Altro corso in avvio è dedicato all’avvio d’impresa. Al ciclo formativo lo Snad ha in valutazione la possibilità di finanziare un percorso formativo in europrogettazione da svolgere presso la Camera di Commercio Belgo-Italiana a Bruxelles, nel periodo dal 15 al 19 maggio, e che sarà proposto ai partecipanti alla prima fase formativa appena conclusa.

“Cosimo Nesci ci indica sempre una direzione, che è quella degli ultimi”, le parole di saluto del Segretario Generale della CONFSAL prof. Raffaele Margiotta, intervenuto al Direttivo, e il cui saluto portato alla platea ha ricordato che “il tema dei salari bassi è il punto dove il Segretario Nesci ci porta a guardare”, si tratta di un problema trasversale a tutti i settori. Purtroppo in Italia non si riconosce il giusto peso al valore del lavoro, e ciò accade soprattutto ai livelli più bassi della scala salariale: settori deboli portano salari bassi, ed è qui che bisogna intervenire. Ciò che caratterizza la Confsal e la FNA è di continuare a dare spazio agli ultimi, cercando negli anni di “esserci piuttosto che apparire”, citando il Segretario Margiotta.

La condizione dei lavoratori agricoli non ha ancora registrato miglioramenti: questi lavoratori si vedono calpestare la vita e la dignità umana, esito di scelte fatte in passato da governi che non hanno lavorato per risolvere i punti nevralgici in cui si annida il caporalato: alloggi dignitosi, trasporti sicuri, intermediazione controllata per l’offerta del personale da destinare al settore specifico, e non da ultimo sicurezza sul lavoro, di cui la Confsal ha intrapreso da tempo una  battaglia per la diffusione della prevenzione partecipata, presentando alle forze parlamentari e istituzionali proposte e strumenti concreti per attuarle.

Al Consiglio Direttivo ha preso parte il Ministro in carica del Masaf on. Francesco Lollobrigida, che ha tenuto a portare il suo saluto. “Ascoltare prima di parlare” l’incipit del Ministro, rivolgendosi al Segretario Nesci e facendo riferimento agli spunti di riflessione che ha portato nella sua relazione. L’intervento è partito con un excursus storico su ruolo di potenza economica che l’Italia ha avuto nel corso nella storia, soffermandosi sull’importanza di ritornare e “garantirsi le produzioni che consentono di restare un paese libero. Senza energia, senza beni primari, senza agricoltura il Paese non può essere indipendente”, finendo per rimanere soggiogato a quei paesi, come la Cina, il cui modello di espansione tende a invadere i territori, sostituendo i lavoratori autoctoni con i propri, imponendo le proprie regole di mercato e i propri prodotti. Allo stato attuale è fondamentale essere in grado di produrre cercando la sostenibilità ambientale e la sostenibilità economica per garantire equità sociale. “Gli agricoltori sono i primi ambientalisti” per il Ministro Lollobrigida, per un fatto fondamentale: traggono dalla terra la loro ricchezza, e per questo ne hanno la miglior cura possibile, per proseguire con quella catena di eredità a cui, spesso, il lavoro della terra è legato e in tal modo tramandato.

Il Ministro ha parlato di sicurezza alimentare: in un mondo dove l’aumento demografico mette a rischio la possibilità di nutrirsi dobbiamo garantire cibo per tutti, ma soprattutto continuare a produrre e garantire cibo di qualità. La spinta delle multinazionali verso il condizionamento del mercato e la standardizzazione del prodotto è molto lontano dal modello italiano caratterizzato da una ricca biodiversità, più di ogni altro paese al mondo. “Il nostro modello produttivo è agganciato al territorio e alle sue specificità, questo è il grande valore aggiunto del nostro Paese”. Il made in Italy è un marchio riconoscibile ovunque, ed è su questo che si deve lavorare, anche nella corretta indicazione che va fatta sull’etichettatura: “la nostra battaglia contro il nutriscore,” spiega il Ministro, “è una battaglia per informare meglio: il consumatore deve essere consapevole di ciò che è contenuto nei cibi”, osservando un’attenta indicazione nelle etichette degli ingredienti. Secondo il metodo nutriscore, che assegna bollini verdi o bollini rossi ai cibi, il Parmigiano Reggiano sarebbe un prodotto dannoso alla salute, o il vino da bollino nero.

“Dobbiamo continuare a sviluppare filiere che puntino sulla qualità, come valore aggiunto: spingere sulla qualità piuttosto che sulla quantità, ne gioverebbe tutta la filiera, dal lavoratore, all’imprenditore, al distributore. Puntare sulla qualità per proteggere un modello di lavoro che in Italia è sano, ma che va migliorato, come ribadito dal Segretario Nesci”.

"L’Italia è una superpotenza della qualità, ed è su questo che dobbiamo puntare, lavorando in maniera chiara e netta a difesa del nostro modello di consumo e il nostro modello produttivo", prosegue il Ministro, "lavorando su tutta la filiera, e qui lo Stato ha il dovere di sostenere la parte più debole della catena, con azioni che vadano oltre l’assistenzialismo", e qui disapprovando duramente il meccanismo del reddito di cittadinanza. L’assistenza dello stato deve essere garantita per i più deboli, per chi non può lavorare, per i pensionati, ma le azioni da fare devono puntare alla crescita e a rendere il diritto al lavoro più equo per tutti.

Allo stesso modo l’immigrazione può essere una ricchezza per il paese, ma deve essere regolata, anche con accordi bilaterali, cercando di creare le migliori condizioni possibili di accoglienza, in termini di alloggi, paghe, integrazione sociale.

“L’Italia è un paese forte e oggi abbiamo la possibilità di invertire i dati, affermando il nostro valore aggiunto, salvaguardando il mondo del lavoro, lavorando per aumentare il PIL e far scendere il dato della disoccupazione”, conclude il Ministro Lollobrigida.

L'intervento del Ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare on Francesco Lollobrigida, a conclusione dei lavori, ha dichiarato la volontà di intraprendere un percorso condiviso con la nostra organizzazione. Un motivo d'orgoglio e soprattutto un riconoscimento al lavoro di rappresentanza profuso in questi 35 anni di attività.

La giusta dimensione di un sindacato che ha raggiunto grandi risultati, e che da oggi raccoglie l'impegno del governo ad affrontare le sfide che riguardano la nostra agenda sindacale.

 

L'intervento completo del Segretario Cosimo Nesci

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