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17/05/2024 - DL COESIONE: LE NOVITA’ IN MATERIA DI INCENTIVI AL LAVORO E AL SUD

Sostenere il lavoro autonomo e promuovere l’occupazione giovanile e femminile, soprattutto al Sud. Investire nelle competenze, anche per i lavoratori in cassa integrazione delle grandi aziende in crisi. Valorizzare le opportunità della tecnologia, con nuove azioni sulla piattaforma SIISL. Queste le linee guida del decreto legislativo n. 60 del 7 maggio 2024, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 60. 105/2024 contiene “ulteriori disposizioni emergenziali in materia di politica di coesione”. Lo scopo di questo decreto è quello di attuare le riforme della Politica di Coesione 2021-2027 volti a ridurre le disparità regionali.

Sono tre i bonus messi a punto dal Governo con i quali si prevedono sgravi contributivi del 100% per i datori di lavoro che, dal 1° luglio 2024 al 31 dicembre 2025, assumono a tempo indeterminato giovani under 35 e donne. In questi casi, il bonus è riconosciuto per massimo 24 mesi: si arriva fino a 500 euro mensili per l’assunzione di giovani e fino a 666 euro per l’assunzione di donne.

Uno dei bonus è dedicato al Meridione: si tratta del bonus Zes. Il provvedimento sostiene lo sviluppo occupazionale nella ZES unica del Mezzogiorno (Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna), attraverso uno sgravio contributivo del 100% per un periodo massimo di 24 mesi nel limite di 650 per ciascuno lavoratore assunto, per i datori di lavoro di aziende fino a 15 dipendenti uno.

Accanto a questi interventi, ci sono le misure per sostenere l’autoimpiego nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione al digitale ed ecologica. Si tratta di disposizioni con le quali si intende favorire iniziative imprenditoriali da parte di giovani under 35 attraverso finanziamenti e incentivi per l’avvio di un’attività. Una prima misura (autoimpiego Centro nord) riconosce un voucher di 30mila euro per l’avvio dell’impresa. L’ammontare dell’aiuto sale a 40 mila euro per l’intervento ‘Investire al Sud 2.0’ riservato al Mezzogiorno. Una ulteriore misura, infine, è riservata agli under 35 (disoccupati, inattivi o inoccupati) che, entro il 31 dicembre 2025, avviano sul territorio nazionale un’attività imprenditoriale nell’ambito dei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione al digitale ed ecologica.

“La politica di coesione rappresenta la principale politica di investimento dell’Unione Europea, finalizzata a uno sviluppo armonioso del territorio attraverso una riduzione delle differenze tra le Regioni. L’Italia riceve molto denaro e ne spende tanto, ma dobbiamo fare meglio di così. Si pensi che l’Unione Europea garantisce all’Italia per i sette anni che vanno dal 2021 al 2027 nell’ambito della politica di coesione europea 42,7 miliardi di euro. Sappiamo però che l’Italia assorbe i fondi di coesione al di sotto della media europea a causa di carenze strutturali storiche, emergenze e cambiamenti continui, che contribuiscono solo a depotenziare le azioni e a non raggiungere gli obietti definiti. Con il risultato di un malcontento generale della popolazione che non riesce a vedere i risultati e a godere dei miglioramenti che la politica di coesione potrebbe portare ai territori”, il commento del Segretario Generale Nazionale FNA-Confsal Cosimo Nesci.

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