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11/05/2026 - DECRETO LAVORO 2026: SALARIO GIUSTO, BONUS PER LE ASSUNZIONI E PIŲ TUTELE PER I LAVORATORI

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Lavoro 2026, un provvedimento da circa 1 miliardo di euro che introduce misure significative in materia di salari, incentivi all'occupazione e tutele per i lavoratori. Il pacchetto, presentato dalla premier Giorgia Meloni in occasione del Primo Maggio, punta a rafforzare la stabilità occupazionale e a contrastare la precarietà nel mercato del lavoro.

Il salario giusto: addio al salario minimo per legge

La misura più attesa è l'introduzione del cosiddetto salario giusto, che sostituisce il concetto di salario minimo fissato per legge. Il provvedimento prende a riferimento il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, rispetto ai quali le retribuzioni non potranno essere inferiori. Un approccio che valorizza l'autonomia della contrattazione collettiva tra sindacati e datori di lavoro, favorendo la concorrenza leale e contrastando il dumping salariale.

È inoltre previsto un meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni: qualora i rinnovi contrattuali non avvengano entro 12 mesi dalla scadenza, gli stipendi saranno adeguati forfettariamente al 30% dell'inflazione armonizzata Ipca.

Nuovi bonus per le assunzioni

Il decreto introduce nuovi incentivi per le assunzioni stabili, attivi fino a fine 2026, con un focus su giovani, donne e territori del Mezzogiorno. Nel dettaglio:

Per le lavoratrici svantaggiate è riconosciuto, per un massimo di 24 mesi, l'esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro fino a 650 euro mensili, cifra che sale a 800 euro per le residenti nelle regioni della Zona Economica Speciale (Zes).

Per gli under 35 il tetto è di 500 euro mensili, che aumenta a 650 euro nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Per tutte le altre assunzioni in area Zes l'esonero è pari a 650 euro mensili.

Complessivamente, gli incentivi all'occupazione ammontano a 934 milioni di euro, di cui 497,5 milioni destinati ai giovani, con una stima di circa 52.400 nuove assunzioni previste.

Conciliazione lavoro-vita familiare

Tra le novità del decreto figurano anche sgravi contributivi per le imprese che adottano strumenti concreti per favorire la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Le aziende che otterranno una certificazione apposita potranno beneficiare di riduzioni fino a 50.000 euro annui.

Più tutele per i rider

Il provvedimento introduce nuove norme a tutela dei ciclofattorini, con l'obiettivo di contrastare il caporalato digitale e rafforzare le garanzie per chi lavora attraverso le piattaforme digitali. L'accesso a queste ultime potrà avvenire esclusivamente tramite Spid, Carta di Identità Elettronica, Carta Nazionale dei Servizi o con un account rilasciato dalla piattaforma stessa con sistema di autenticazione a più fattori, per evitare la proliferazione indiscriminata degli account.

La posizione di FNA

FNA segue con attenzione l'evoluzione delle politiche del lavoro e accoglie positivamente le misure orientate a garantire retribuzioni dignitose, stabilità occupazionale e maggiori tutele per i lavoratori. Un'attenzione particolare va rivolta alle ricadute di queste misure sul settore agricolo, dove la lotta al caporalato e la tutela dei lavoratori stagionali e migranti restano priorità irrinunciabili.

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